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DUNKIRK

Ieri sera ho deciso di andare a guardare DUNKIRK di Cristopher Nolan. Parto dal fatto che ho letto ed ascoltato pochissime notizie inerenti a questo lungometraggio. Non è il primo film che narra di fatti inerenti a guerre  che guardo (Dottor Stranamore di S.Kubrik, Il Cacciatore di M. Cimino, Apocalypse Now di F.F. Coppola per citarne alcuni) ma DUNKIRK è un prodotto cinematografico sicuramente diverso. Con questo articolo non voglio scrivere una recensione sul film, ma solamente le mie emozioni provate durante la proiezione. L’emozione che ha fatto da padrona sin dall’inizio della pellicola , è il senso di ansia che si prova, attraverso un uso sapiente nell’utilizzo della camera a mano, campi stretti e la colonna sonora che è fondamentale. Per tutto il film ho provato questa emozione che ci fa immaginare, per lo meno, quello che i soldati inglesi provavano in quella situazione.

Ho notato alcuni punti particolari per una tipologia di film come questo, che secondo me lo rendono ancora più interessante: l’assenza del sangue, questo effetto speciale non è stato assolutamente utilizzato per la realizzazione del film il che lo rende particolare e diverso anche sotto questo punto di vista. La presenza di pochi dialoghi, l’utilizzo di una tipologia di illuminazione quanto più naturale possibile.

Hoyte Van Hoytema il direttore della fotografia…vogliamo non parlarne? (link wiki su nome) A mio parere, ha fatto un lavoro eccezionale con un color grading abbastanza naturale che ovviamente si differenzia in base alle scene, dal più cupo per le scene più cariche di emozioni “negative” all’apertura alla luce per quelle più cariche di speranza. Ovviamente sto parlando di un professionista che ha seguito film di una certa importanza come: INTERSTELLAR, SPECTRE, HER, THE FIGHTER ecc) ma il suo lavoro insieme a quello del regista e di tutta la troupe rende il non noioso e mi ha fatto rimanere attaccato alla poltrona sino alla fine. Il film è stato girata con telecamere imax e pellicola kodak da 70mm quasi il doppio del formato 35 (dico il quasi il doppio perché la parte impressionata e di “solo” 65mm) il che lo rende ancora più interessante dal punto di vista della gamma tonale, latitudine di posa e color grading (guarda questo video)

 

Il film lo consiglio a tutti e soprattutto a fotografi, grafici e amanti del cinema che come qualsiasi opera che meriti di essere chiamata tale è sicuramente un ottimo metodo di approfondimento e fonte di ispirazione. 

Buona visione

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